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11 Comments

  1. 1

    Michela Frattari

    Questo articolo mi è sembrato di facile lettura e i contenuti sono interessanti. Sono d’accordo con quanto vi è scritto perché anche io credo che sia molto importante custodire i propri sogni e con impegno e determinazione allora si potranno concretizzare.
    La società di oggi sta diventando pian piano “tutta uguale” e molto spesso ci fa dimenticare di realizzare i nostri sogni… Personalmente credo che la mia aspirazione più grande sia quella di essere sempre felice e solare con tutti e, sì certo, ho anche un “sogno nel cassetto”: quello di realizzare grandi risultati nel mondo dell’equitazione se rimango in ambito sportivo, però se devo dire il mio obiettivo di tutti i giorni è quello citato per primo;-)

  2. 2

    laura.schiaroli@savoiabenincasa.it

    All’inizio di questa lettura, che trovo molto bella e significativa, secondo me si fa un discorso molto importante, ovvero che ai giorni d’oggi con i social che ci plasmano con le loro idee, stiamo diventando tutti uguali!
    Così mi soffermo a pensare se in effetti i social abbiano portato con loro anche qualche aspetto positivo oltre a quelli negativi…
    Dobbiamo distinguerci dalla massa ignorando i commenti gratuitamente cattivi, e accettando invece i consigli altrui; dobbiamo imparare a seguire i nostri sogni e non quelli che ci vengono imposti; impariamo ad accettare che nella vita non sempre le cose andranno secondo i nostri piani ma tiriamo fuori un piano B in ogni situazione critica perché ricordiamoci che nella vita niente è facile ma nulla è impossibile.
    Con questo voglio ancora complimentarmi con la ragazza che ha scritto questo articolo poiché condivido molto i suoi pensieri e ammiro il suo coraggio di esporsi 😉

  3. 3

    Ginevra Li Volsi

    Sono d’accordo nel dire, come afferma Beatrice Nisi, che purtroppo viviamo in una società governata da falsità e illusioni, una società “double face”, in cui la nostra mente viene manipolata quotidianamente senza che possiamo rendercene conto. Come facciamo a vivere in un mondo che nasconde a tutti noi la verità? O meglio,come facciamo a vivere in un mondo che rende la nostra vita difficile e che, quindi, ci impedisce di vivere serenamente? Leopardi ha riflettuto proprio su questo problema, che resta sempre un problema attuale. Vivere, per Leopardi, non è altro che una causa continua di dolore e sofferenza interiore della quale è già scritto il destino. Secondo Leopardi gli uomini erano felici soltanto in passato, nell’età primitiva quando vivevano nell’ignoranza e nell’indifferenza e servendosi della ragione si misero a cercare di scoprire la conoscenza, la verità… fu questa “vana” ricerca che portò l’uomo a scoprire il male, il dolore e l’infelicità esistenziale; il tutto causato dalla ragione che ha aperto all’uomo la strada per uscire dall’ignoranza e giungere alla conoscenza.
    La causa del dolore è dunque la Natura, in quanto ha creato l’uomo con un profondo desiderio di felicità pur sapendo che non l’avrebbe mai raggiunta.
    Soffermandoci sul titolo di questa riflessione “Bisogna proporre un fine alla propria vita per viver felice”, si capisce che, proprio come suggerisce lo stesso Leopardi, che non esiste un rimedio definitivo alla nostra infelicità terrena, se non la morte. A questo punto ci dovremmo porre la domanda: “E’ meglio vivere nell’ignoranza, ma essere felici, oppure vivere nella verità ma essere tristi?”

  4. 4

    Benedetta Alessandrelli

    Dopo mesi di “studio matto e disperatissimo” e avendo constatato che i miei sacrifici non sempre vengono ripagati come credevo, sono stata risucchiata in un vortice di tristezza dal quale non riesco ad uscire:-/ Per distrarmi apro il sito di SB OnLine e scorro i titoli degli articoli in evidenza… Questo, in particolare, attira la mia attenzione.
    Leopardi, che tutti conosciamo come il poeta del pessimismo, proprio lui ha trovato la ricetta della felicità: per vivere felici bisogna porsi degli obiettivi.
    Una volta raggiunto il traguardo che ci siamo prefissati, avremo infatti più fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità e ci sentiremo appagati e pronti per affrontare una nuova sfida.
    Noi viviamo in una società sempre più orientata al risultato finale e in ogni ambito della nostra quotidianità siamo coinvolti in progetti finalizzati al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.
    Il dover riuscire a tutti i costi può diventare però controproducente, perché porta con sé un fardello di aspettative difficile da gestire, generando così degli stati d’animo negativi e a lungo andare logoranti.
    E se non riuscissimo a realizzare i nostri propositi, se la meta ci apparisse sempre più lontana e irraggiungibile?
    Forse è più felice chi vive con leggerezza, accontentandosi di ciò che gli capita sottomano, piuttosto che puntare troppo in alto.
    Ma se ci rassegniamo davanti alle difficoltà e ci abbandoniamo alle nostre delusioni siamo perduti perché spesso, proprio quando stiamo per gettare la spugna, arriva uno scampolo di felicità che ci incoraggia a proseguire l’avventura della nostra vita.

  5. 5

    sofia olivastrelli

    Leggendo questo articolo scritto da Beatrice Nisi, mi trovo molto d’accordo sul fatto che noi viviamo in una società piena di illusioni, dove tutto ci sembra facile e dove non si va mai incontro a vere e proprie difficoltà. Nella vita reale, peró, quella fuori dai social media, non è proprio tutto così semplice… Molte sono le sconfitte, gli obiettivi prefissati non raggiunti, ma l’importante è riprovarci sempre, crederci e mai arrendersi! Se fosse tutto oro quello che i social media ci fanno vedere, o meglio credere, tutti saremmo felici, tutti saremmo ricchi, ma… Forse la nostra vita risulterebbe piatta, non esisterebbero più differenze tra una persona e l’altra e, sì, anche se è strano a dirsi, è proprio la diversità che fa l’unicità di ogni singola persona. Solo se si è intelligenti e colti potremo diventare consapevoli di ciò che i social network ci vogliono imporre. Ed è proprio lo studio “matto e disperatissimo” che ha portato il poeta recanatese a riflettere sull’importanza della conoscenza e della sua doppia valenza: da una parte ci rende liberi e consapevoli delle nostre scelte, dall’altra ci mette di fronte alla sofferenza umana e all’esistenza dal male. Il sapere ci spinge sempre oltre ma, allo stesso tempo, può produrre una certa frustrazione qualora non riesca a raggiungere la meta prefissata. Nell’arco della vita, succede spesso che si manchino gli obiettivi, che la montagna da scalare sia più alta e più dura del previsto, però, tutto questo non ci deve scoraggiare dal ricercare il vero scopo della nostra vita, perché solo trovando il vero senso della nostra esistenza potremmo essere liberi e felici.

  6. 6

    Ranim

    Bisogna proporre un fine alla propria vita per viver felice? Fortuna o dignità? Nella carriera, nel lavoro…
    In prima persona devo ammettere che a questa domanda ho riflettuto molto da quando ho iniziato la scuola secondaria, tuttavia un’idea chiara ancora non me la sono del tutto fatta.
    Avere un obiettivo nella vita potrebbe aiutare chiunque, soprattutto nel momento in cui hai tanti problemi e per uscirne l’unico modo è pensare di raggiungere un traguardo prefissato.
    Potresti anche sentirti a disagio in caso non riuscissi a raggiungerlo, ma è una cosa del tutto normale perché come dice il detto “mai piangere sul latte versato”.
    Quindi secondo me bisogna avere degli obiettivi nella vita per darle un senso, per vivere meglio.
    Uno di questi potrebbe essere finire i nostri studi che sarebbe l’impresa più bella che si possa fare. Quindi anche nelle giornate “no” in cui hai molto da studiare e non hai voglia, quest’idea ti potrebbe spronare ad andare avanti.
    Uno degli obiettivi più comuni tra noi giovani è prendere la patente per esempio, ovviamente questa è una grande responsabilità da assumersi, ci aiuta molto a maturare…
    Un altro potrebbe essere andare a lavorare all’estero. Chiunque di noi, penso, desideri ciò, tanto che in Italia si sta creando un vero e proprio fenomeno di “cervelli in fuga”.
    Detto tutto ciò penso pure che ognuno di noi deve porsi comunque degli obiettivi, essendo consapevole di riuscire a portarli a termine.
    Capiterà che qualcuno non ci riuscirà ma in fondo la vita non è tutta di rose e fiori, quindi bisogna andare sempre avanti, nonostante tutto e tutti, senza farsi/creare troppi problemi!-)

  7. 7

    Lorenzo Lupacchini

    Concordo pienamente con l’articolo. La società di oggi ci vuole il più manipolabili ed ignoranti possibile. Quello di cui si ha bisogno oggi è una mente con le proprie idee, valori ed obiettivi. La vita deve avere uno scopo, almeno uno, qualcosa per cui bisogna impegnarsi e lottare per essere poi magari ottenuto. Se si ha un obiettivo da raggiungere la propria vita ha un senso, e quando raggiunto, puoi ricevere quelle sensazioni indescrivibili che ti portano alla felicità. Se non si ha un sogno, la propria vita potrebbe risultare piatta e noiosa, e questo andrà ad influire sul proprio stato d’animo.

  8. 8

    Viola Pipitone

    Mi trovo totalmente d’accordo con l’autrice di questo articolo. Ritengo che la società di oggi costringa le persone ad essere chi non sono, ad allontanarsi tanto da se stessi al punto da somigliare sempre più al prototipo di persona ideale. Ma ideale per chi? Chi ha deciso i canoni che fanno sì che una persona sia considerata ok? La cosa assurda è che nessuno si pone mai il problema. Si seguono gli altri, si insegue senza sosta un modello al quale si vuole somigliare arrivando a sostituire la propria identità con una copia di quella degli altri. Senza un vero motivo si è diffusa la convinzione secondo la quale ‘essere uguali agli altri’ è l’unico modo per potersi sentire a proprio agio, per essere “consoni”. Non appena ci si sente accettati dagli altri, ci si sente pronti per partire alla disperata ricerca della felicità, dimenticando la ricerca più importante, quella di se stessi. Bisogna ricordare sempre che solo scoprendo chi si è veramente, si possono trovare i propri obiettivi e i propri sogni, e solo attraverso di essi la felicità può essere davvero raggiunta. Parte tutto dal vero io, non dobbiamo mai dimenticarlo.

  9. 9

    claudia fede

    Come scritto nell’articolo, decidere di essere sé stessi è una scelta molto difficile. É proprio vero, soprattutto se si vive in una società come la nostra, in cui tutti utilizziamo i Social Network, dove tutti siamo delle fotocopie uguali senza alcuna differenza, senza sogni, senza passioni e senza caratteristiche proprie.
    La cosa che più ci importa è seguire il “trend” del momento. Proprio per questo motivo è tanto difficile staccarsi dalla massa, saremmo visti come delle “pecore nere” in cerca della propria personalità e dei propri obiettivi.
    Porsi delle domande, come quella del poeta recanatese nello Zibaldone, può essere di stimolo per prendere coscienza e per capire che la vita è fatta di progetti e di scopi.
    Chiaramente, avere determinati obiettivi e sogni da inseguire può comportare momenti in cui non ci si sente all’altezza e si tende a mollare subito, pensando che lasciar perdere sia più conveniente; si torna così nel mondo che appare più felice, poiché più semplice, visto che tutto quello che c’è da fare è aspettare e accontentarsi poi di quel che viene. Al contrario, fare esperienze di diverso tipo (cioè ad esempio andare oltre il mondo virtuale dai quali si è tanto attratti) fortifica la persona, le dà infatti la forza necessaria per andare avanti. Come affermava Thomas Edison: “la nostra più grande debolezza sta nel rinunciare. Il modo più sicuro per riuscire è sempre provarci ancora una volta.”
    Tutto sta nell’avere pazienza e affrontare qualsiasi ostacolo che si presenti, sapendo che ciò per cui si sta lottando, vale la pena, sicuramente vale più che non fare nulla, mentre gli altri prendono decisioni per noi.

  10. 10

    nicoleborsini

    Mi trovo pienamente d’accordo con l’autrice di questo articolo. Viviamo in una società di apparenze, illusioni e falsità. A causa dei social media sembra di ottenere tutto senza incontrare alcuna difficoltà o senza prendersi responsabilità. E tutto questo ci rende manipolabili, vulnerabili e a volte anche ignoranti.
    “Bisogna proporre un fine alla propria vita per vivere felice”, questa affermazione ha suscitato in me una domanda: “Vale la pena avere un obiettivo nella vita, se alla fine molte volte non viene ripagato tutto l’impegno impiegato?”
    “Decidere di essere se stessi”: solo così ci si potrà distinguere dagli altri. Può succedere di non arrivare subito agli obiettivi prefissati ma non è detto che, riprovandoci ancora, non si possano realizzare. Perciò quando saremo noi stessi e quando cominceremo a ragionare con le nostre teste, solo allora ci si sentirà davvero liberi e felici.

  11. 11

    Annalisa Borgognoni

    Molti di noi giovani non abbiamo una nostra propria personalità. È vero che abbiamo ancora molto tempo davanti a noi, ma è anche vero che non possiamo farci condizionare solo per quello che gli altri, per esempio adulti, politici e media, vogliano inculcarci. I primi a darci il tormento sono proprio i media, soprattutto la tv con le pubblicità e con programmi trash, dai quali non ci sentiamo molto attratti. Poi abbiamo internet, pieno di youtuber e influencer che nei loro interventi o video non pensano troppo a quello che dicono e a come lo dicono. È una sequenza di baggianate, parolacce e atteggiamenti osè dai quali però stiamo diventando dipendenti. Non parliamo poi dei politici! Se li ascolti tutti, cambieresti idea ogni cinque minuti. E poi, alla fine si rivelano “tutti uguali”, almeno così dice mia madre. Io ancora, dalla politica, cerco di non farmi coinvolgere. Infine ci sono i genitori e i professori per consigliarci meglio… In teoria, sono le persone a cui dovremmo dare più ascolto, ma non sempre ci riusciamo. Alla nostra età, con tutte le distrazioni che abbiamo intorno, non è facile non farsi condizionare. Dobbiamo cercare di crescere iniziando a farci delle idee nostre e prendendo la giusta strada.

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