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11 Comments

  1. 1

    Elena Sofia Boncelli

    “Il lusso di essere donna” è un articolo che ha attirato particolarmente la mia attenzione, poiché credo che ancora oggi, nonostante le diverse battaglie delle donne per avere gli stessi diritti degli uomini, non ci sia uguaglianza tra i due generi.
    Oggigiorno sempre più persone pensano che la disuguaglianza tra uomo e donna sia superata, ma l’esempio riportato da Nicole Ardone, un’alunna della mia scuola che aveva svolto un anno all’estero (Canada, dove vi sono state flash mob su ciò), ci fa balzare agli occhi che la problematica è ancora esistente.
    Perché gli uomini dovrebbero pagare solamente il 4% delle tasse per un rasoio, riutilizzabile più volte, quando io, donna, per acquistare un assorbente (usa e getta) dovrei pagare quasi sei volte di più di IVA?
    Secondo lo Stato italiano quindi… gli uomini non posso vivere senza un rasoio, considerato come un articolo di prima necessità,  ma noi donne possiamo restare tranquillamente senza assorbente, dato che esso ha la stessa tassazione di un pacchetto di sigarette o di una bottiglia d’alcool.
    In Italia, quindi, i tamponi subiscono un’IVA del 22% (pari a quella di prodotti non sono considerati di prima necessità), contrariamente negli altri paesi europei la tassa è minima, se non addirittura inesistente.
    Perché noi italiane dovremmo subire questa discriminazione? A chi giova questa tassa?
    Ma la cosa che più mi domando è… Perché lasciamo che lo Stato ancora respinga o dimentichi questa nostra richiesta DI PRIMA NECESSITÀ?

  2. 2

    eleonora.trau@savoiabenincasa.it

    Al giorno d’oggi l’essere donna è una sfida, se così si può dire, poiché fin dalla mattina quando ci svegliamo affrontiamo mille ostacoli… L’argomento degli assorbenti non deve essere assolutamente un tabù, anzi se ne dovrebbe parlare anche a scuola per potere coinvolgere anche chi non è ha bisogno, in modo tale da metterci tutti sullo stesso piano. Penso inoltre che mettere una tassa sugli assorbenti sia una cosa indecente perché è come se lo Stato ci facesse pagare il fatto di essere donne: gli assorbenti dovrebbero trovarsi in ogni bagno di ristorante e bar e nei negozi anche di vestiti, in modo tale che chi abbia un’emergenza può prenderli senza pagare niente.
    Concludo con il dire che nessuno ha il diritto di mettere le nostre richieste e necessità in secondo piano o in un dimenticatoio!

  3. 3

    Linda Carlini

    “Il lusso di essere donna” è un articolo che mi ha colpito particolarmente, poiché rafforza la mia tesi, ossia che nella società odierna le donne non hanno ancora raggiunto gli stessi diritti degli uomini.
    Al giorno d’oggi, si pensa semplicisticamente che la disuguaglianza tra uomo e donna sia superata, ma la realtà è ben diversa.
    Infatti, come viene sottoposto alla nostra attenzione da questo articolo, da molto tempo viene chiesta una riduzione delle tasse sugli assorbenti, chiamata “tampon tax”, ma fino a poco tempo fa le risposte della politica, dominata maggiormente dagli uomini, sono sempre state negative.
    Gli assorbenti sono un prodotto necessario per milioni di donne, ma nonostante la loro importanza sono comunque collocati nella fascia più alta delle aliquote IVA, quella al 22%, dove si trovano anche molti prodotti considerati di lusso; come se avere le mestruazioni fosse un lusso al quale si può rinunciare, come se gli assorbenti fossero un bene paragonabile ad un Rolex.
    Gli assorbenti non sono un lusso, ma una necessità.
    Mentre in Italia gli assorbenti subiscono un’IVA del 22%, contrariamente, negli altri paesi europei, la tassa è minima, se non addirittura inesistente; l’Italia è il Paese più arretrato su questo fronte.
    Dopo le campagne di sensibilizzazione “Il ciclo non è un lusso” e il video-appello di un gruppo di deputate, arriva il taglio delle tasse sugli assorbenti.
    L’Iva sugli assorbenti compostabili e biodegradabili passa dal 22 al 5%.
    “E’ un primo segnale di attenzione per milioni di ragazze e donne” ha detto l’ex presidente della camera Laura Boldrini.

  4. 4

    fabiana lamberti

    Ho trovato questo articolo molto interessante, poiché fa riflettere sul fatto che, purtroppo, ancora oggi le donne non vengono considerate allo stesso livello degli uomini. Trovo insensato il fatto che l’IVA per gli assorbenti sia così alta e che tali beni vengano considerati di lusso. Soprattutto se si considera che non è una scelta della donna avere il ciclo mestruale! Il costo di acquisto degli assorbenti dovrebbe essere alla portata di tutti, ma con questa tassa così elevata non tutti possono permettersi di comprarli, con conseguente disagio per molte donne. Secondo me sarebbe una buona idea quella di renderli accessibili a tutti, anche attraverso piccoli contributi a quelle donne che non hanno la possibilità di acquistarli o, comunque, abbassando la percentuale dell’I.V.A. dal 22% al 4%, come già previsto per tanti altri beni di prima necessità.

  5. 5

    Giorgia Girotti

    Leggendo questo articolo mi sono chiesta: perché una donna con lo stesso identico lavoro di un uomo deve guadagnare di meno? Perché se un uomo è a capo di una azienda incute più timore rispetto ad una donna? Perché la donna deve occuparsi della casa come atto dovuto mentre se lo fa un uomo è un qualcosa di eccezionale? Perché è la donna che deve occuparsi dei figli? Io aggiungerei anche il punto di vista maschile, ad esempio perché un uomo non può piangere in pubblico ed esternare sentimenti? Perché in questi casi è considerato un debole? Quest’ultimo esempio è per fare capire come femminismo non è sinonimo di predominio delle donne, significa invece uguaglianza tra uomini e donne. Penso inoltre che in una società civile è impensabile avere disparità di trattamento. È bello essere considerati diversi, ma per attitudini, caratteristiche personali e capacità, le quali ci rendono unici, non per il genere riportato sulla carta di identità. Proprio per questo dovremmo essere tutti femministi, le donne ma anche gli uomini. Mi auguro un giorno di sentire parlare di femminismo solo come di una corrente di pensiero del passato: ciò significherà che, finalmente, non esisterà più una differenza di genere.

  6. 6

    claudia fede

    L’articolo ha catturato la mia attenzione e mi ha suscitato un grande interesse. L’anno scorso in classe un’insegnante ci aveva messo al corrente di questa “tampon tax” e credo che la maggior parte di noi non conoscesse fino a allora tale ingiustizia.
    La prima osservazione che mi sorge è: come si possono definire articoli “di lusso” i prodotti necessari all’igiene femminile, come gli assorbenti, mentre i rasoi rientrano nella categoria di beni “indispensabili” alla vita quotidiana? La trovo una cosa vergognosa visto che, ormai da anni, le donne lottano per essere alla pari degli uomini e poi si trovano svantaggiate anche su ciò che è per loro di prima necessità. Alcuni, sia donne che uomini, troveranno questa tassa insignificante, io mi sento di dire che, purtroppo, la discriminazione ha origine anche da queste piccole cose. Appare quasi come una “punizione” imposta dallo Stato “per essere donne”.
    La trovo inoltre una cosa incoerente con la costituzione italiana che sancisce la piena uguaglianza tra tutti i cittadini (articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”).
    Recentemente il governo ha pensato di trovare una soluzione: nel decreto fiscale è prevista una tassazione ridotta dal 22% al 5% ma, solo ed esclusivamente, per gli assorbenti compostabili e biodegradabili. In poche parole su quelli più ecologici, ma anche i meno venduti ed utilizzati a causa dell’elevato costo! Questo problematica ci fa capire che è necessario continuare a manifestare per una soluzione equa.

  7. 7

    Noemi Croce

    Quest’articolo ha catturato la mia attenzione soprattutto perché il tema trattato dall’autrice è un tema che sta a cuore bene o male a tutte le donne. L’assorbente per mestruazioni, purtroppo, non è considerato un “bene primario”, bensì un articolo di lusso, specialmente in Italia. Questo è affermato infatti da diverse statistiche: in Germania il governo ha deciso di ridurre l’Iva sugli assorbenti al 7%, in Francia la tassa è al 5,5%, in Gran Bretagna al 5%, in Scozia vengono distribuiti gratuitamente nelle scuole, mentre in Italia l’Iva è al 22%. Trovo tutto ciò alquanto bizzarro. Da anni la donna sta lottando contro queste ingiustizie. E’ inconcepibile l’idea che le sigarette siano considerate alla pari di “oggetti” veramente INDISPENSABILI per la vita, in questo caso, per la vita di una donna. Crea davvero dispiacere pensare che ai giorni d’oggi, nonostante le continue lotte da parte delle donne, non si riesca neanche a distinguere ciò che è veramente indispensabile nella vita di una persona.

  8. 8

    giuliarossolini

    Mentre “giravo” tra i molteplici articoli di SB OnLine mi sono casualmente imbattuta in questo e, incuriosita dal titolo, ho deciso di soffermarmici. Ora, dopo averlo letto, rimango esterefatta da tale “oscenità” e mi domando come sia possibile che ancora oggi, nel 2019 e in una società sempre più moderna, esistano situazioni del genere.
    Un’altra cosa che mi sconvolge è che il tema del ciclo mestruale venga considerato un tabù da molte persone. Siamo donne ed essere donne significa anche questo, non vi è nulla di strano o assurdo, è semplicemente la natura. Di conseguenza non riesco a spiegarmi il fatto che gli assorbenti, che per forza di cose sono monouso, non vengano considerati prodotti di prima necessità quando, invece, lo sono i rasoi per gli uomini utilizzabili anche più volte nel corso del tempo. Ma perchè? Gli uomini hanno forse una necessità così grande di usarli o comunque comparabile a quella delle donne in fatto di assorbenti per mestruazioni mensili? Tutto questo è veramente vergognoso!
    Per curiosità ho, quindi, deciso di informarmi meglio su tale questione e ho letto sul web che durante il mese di novembre il Governo di Berlino ha deciso di abbassare l’IVA sugli assorbenti: dal 2020, infatti, passerà dal 19% al 7%. Ma in Italia? Quando riusciremo a cambiare qualcosa e a distruggere una volta per tutte la differenza di genere nel nostro Bel Paese?

  9. 9

    Linda Carlini

    COMMENTO DI LISA COLANTONI

    Dopo aver letto questo articolo ho avuto un’altra conferma del fatto che ancora nel 2020 la donna non è
    ritenuta alla pari dell’uomo. Perchè gli uomini storcono sempre la testa al sentir parlare di mestruazioni? Forse
    perché in Italia è un argomento tabù solo al nominarlo; sembra quasi di parlare di una cosa proibita o che
    procuri vergogna, quando in realtà si tratta di una caratteristica naturale di tutte le donne, che dovrebbe
    essere tutelata. Ciò non accade e anzi, in molti stati del mondo, avere le mestruazioni è ritenuto
    addirittura come un lusso per le donne. Si può prendere d’esempio l’Italia, in cui un assorbente, oggetto
    necessariamente usa e getta, subisce un’Iva più alta di altri oggetti che invece sono ampiamente
    riutilizzabili come i vestiti, oppure di oggetti d’uso facoltativo, come le sigarette, considerando
    l’assorbente non un bene quotidiano e strettamente necessario, ma come un privilegio delle donne,
    come se quest’ultime scegliessero di avere o meno le mestruazioni, esattamente come un uomo sceglie
    se fumare o no. Si può parlare poi dell’America dove, in alcuni stati, le donne detenute nelle prigioni,
    subiscono dei trattamenti indicibili, a causa dell’incuria di chi fa le leggi, politici di sesso maschile
    che non dovrebbero prendere decisioni in ambito femminile, come è stato anche affermato dal
    presidente americano, Barack Obama. La testimonianza di questa mancanza di coscienza è stata fornita
    da alcune ex detenute, come Chandra Bozelko, che ha descritto come le donne in prigione non abbiano
    diritto a più di cinque assorbenti al mese. Credo sia una cosa scandalosa e che ogni donna in qualsiasi
    condizione dovrebbe essere trattata da tale: limitare il numero di assorbenti mensili, oltre che ad essere
    vergognoso è anche poco igienico. In conclusione posso dire che è giunto il momento di tirare fuori
    l’”argomento mestruazioni” poiché non si tratta di un crimine, ma anzi di una realtà che tutti devono
    conoscere, affinché queste ingiustizie scompaiano, le donne acquisiscano i diritti che meritano e un
    giorno la parità dei sessi sia finalmente rispettata a pieno.

  10. 10

    sofia pasquini

    Questo articolo mi affascinato molto, perché è un argomento che non viene trattato tutti i giorni ed anche perché tutt’ora non c’è una vera parità di sesso. Perché un uomo quando va a comprare un rasoio costa solamente il 4% delle tasse, mentre io per gli assorbenti dovrei pagare in tasse sei volte in più? Io non capisco perché, ancora, lo Stato respinga questa richiesta, nonostante sia un bene di prima necessità per noi donne.
    Per esempio quello che succede in alcuni prigioni in America, dove le detenute con le mestruazioni vengono trattate malissimo, tutto ciò per leggi che vengono fatte dal sesso maschile, è una cosa inaccettabile.

  11. 11

    sara nabti

    Ho trovato questo articolo molto interessante, mi ha fatto molto riflettere soprattutto perché ancora oggi è evidente una distinzione di genere. Come riportato dall’articolo è ingiusto che il rasoio rientri nella categoria di tutti quei beni indispensabili alla vita quotidiana; al contrario, un pacco di assorbenti, subisce il 22% di tasse.
    Inoltre le donne continuano ad avere più difficoltà degli uomini nella ricerca di un lavoro, spero di poter sentire un giorno che la distinzione di genere è solo una tendenza del pensiero del passato.

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