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6 Comments

  1. 1

    Laura Galasso

    Internet avrà certamente moltissimi aspetti positivi, ma purtroppo da questo punto di vista è una vera e propria catastrofe! Su internet chiunque può scrivere in anonimo quello che vuole su chi vuole, sono i cosiddetti “leoni da tastiera”. Un nome falso, tanto odio, rabbia e rancore e una vittima su cui sfogarsi sono gli ingredienti del cyberbullismo. I dati sono spaventosi: in Italia nel 2011 un quinto dei ragazzi ha trovato su internet informazioni false sul proprio conto. A mio parere il cyberbullismo è ancora più dannoso e pericoloso del bullismo “tradizionale”, perché tutto ciò che viene pubblicato su internet può essere visto da chiunque nel mondo e sarà anche più difficile quindi reperirlo e eliminarlo definitivamente; in secondo luogo dietro ad uno schermo la gente è molto più cattiva che di persona, dunque le offese e gli insulti risultano essere più pesanti.
    In ogni caso penso che il bullo sia una persona fragile e debole che sente il bisogno di sfogare la propria rabbia, la propria insicurezza e il proprio rancore sugli altri in modo da sentirsi superiore e farsi vedere forte e sicuro di sé agli occhi degli altri.

  2. 2

    chiara

    Aver letto questo articolo mi fa pensare a milioni di persone che si sono conosciute sui banchi di scuola, e a tante che sono state vittime di bullismo!
    La cosa più assurda, riguardo a questo fenomeno, è il fatto che i professori non se ne curano, non gli danno peso, e di conseguenza questo terribile “mostro”, conosciuto con il nome di bullismo, passa inosservato.
    Le vittime sono solitamente quelle considerate più deboli, o che comunque -non riuscendo ad opporsi- vengono viste come un “bersaglio facile”.
    I bulli utilizzano spesso le loro vittime, per sfogarsi dei loro problemi personali, che evidentemente non riescono a confidare a nessuno e perciò, tenendosi tutto dentro, scaricano tutta la loro rabbia su altre persone innocenti.
    Il bullismo è un fenomeno che ho sempre odiato, non capisco come sia possibile distruggere i sentimenti delle persone, avendo il coraggio persino di insultarle sul loro aspetto fisico, che a mio parere, è la cosa più terribile.
    Tutti abbiamo dei sentimenti, ma qualcuno spesso se ne dimentica, credendosi talmente potente da poter giudicare, senza prima guardare se stesso.
    In conclusione il bullismo è un fenomeno che non dovrebbe esistere, ciascuno dovrebbe guardare se stesso e non stare sempre a giudicare gli altri, sia a livello fisico che a livello morale.
    La parola è l’unica arma che ci può aiutare a sconfiggere questo fenomeno, perciò, non lasciamo tutto in sospeso, parliamone con coloro che possono aiutarci.

  3. 3

    Eleonora Traú

    Riguardo questo articolo sono d’accordo con il concetto della paura, perché ogni persona coinvolta nel bullismo ha paura: la paura del bullo per ciò che le persone penseranno di lui se non si farà vedere il più forte; la paura di finire anche lui come la persona bullizzata, fa scaturire nel bullo un istinto animale, la cosiddetta legge del più forte che gli animali usano per poter sopravvivere; poi c’è la paura della persona bullizzata, che ogni giorno deve subire i soprusi dei bulli, la paura di non essere mai abbastanza, di sbagliare tutto e dentro di loro ci sarà sempre quell’insicurezza psicologica nel dire qualcosa di sempre sbagliato o nel vestirsi nel proprio stile che non piace a nessuno. E infine la paura di chi è spettatore, di chi guarda e non fa niente, giustificandosi dicendo: “Cos’avrei potuto fare io? Avrebbero preso di mira anche me.” Beh, se qualcuno fosse intervenuto, si sarebbe potuto fermare l’accaduto, far sentire la vittima meno sola e far capire al bullo che non è giusto ciò che fa, ma purtroppo ad oggi sono poche se non rare le persone che guardano oltre il proprio naso e finché regnerà quest’indifferenza, il bullismo sarà sempre presente in ogni ambito e le statistiche riguardanti questo fenomeno peggioreranno a vista d’occhio.

  4. 4

    Riccardo.cesaretti

    Il bullismo è un fenomeno gravissimo che colpisce duramente i ragazzi più fragili e insicuri, perché il bullo ovviamente non se la prenderà mai con un ragazzo più forte o più grande di lui, ma con “bersagli più facili”. Questo comportamento è puramente da vigliacco perché non si è più “forti” quando si attacca uno più debole. Ma la cosa che più mi preoccupa è l’indifferenza di persone che potrebbero cambiare questa situazione, mentre invece assecondano il comportamento dei bulli o assistono indifferenti. Come scritto anche nell’articolo, sono d’accordo sul fatto che bisognerebbe sensibilizzare i ragazzi fin da piccoli sul rispetto dell’altro per cercare di diminuire questi fenomeni di bullismo.

  5. 5

    riccardopellegrini

    Il bullismo è un fenomeno serio che non va sottovalutato.
    A volte alcuni episodi di scherzi pesanti o prese in giro sono considerati atti di bullismo, ma perché si possa parlare di bullismo occorre che questi atti si ripetano nel tempo più’ volte ed occorre che chi li subisce si senta una vittima indifesa, cioè non rida insieme a chi li fa di questi “cosiddetti scherzi”.
    Oggi con le nuove tecnologie il bullismo si è trasformato in cyberbullismo, che a causa dell’ anonimato dei colpevoli è più’ difficile da combattere.
    Per non fare “cyberbullismo involontariamente” bisogna sempre mettere tra i destinatari dello scherzo e del post anche “la vittima”, chiaro?

  6. 6

    mattia.marcelliflori@savoiabenincasa.it

    Secondo me è una cosa vergognosa che a causa dei social network nessuno puo’ piu’ avere una vita privata!!! Le persone cercano sempre di metterti in imbarazzo infatti… Inoltre nei social le informazioni arrivano piu’ velocemente e si diffondono tra moltissime persone. L’unica cosa che continuo a non capire è il motivo per cui questi ”cyberbulli” vogliano mettere in ridicolo delle povere persone innocenti: infatti spesso rimangono nell’anonimato e non “ricevono il plauso della loro violenza”.
    Purtroppo non ci sono pochi modi per fermarli, ma si puo’ per esempio parlarne a scuola per evitare che si verifichi o fermare qualche episodio di cui siamo a conoscenza.

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