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10 Comments

  1. 1

    Angelica

    Argomento impressionante e terrificante, articolo esaustivo ed interessante!
    Ottimo lavoro: invito chiunque possa fornire altre informazioni utili e “sfatare fake news” a proposito del virus Corona ad intervenire, grazie!

  2. 2

    julia natalia

    Visto il rapido evolversi della diffusione di questo virus, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’emergenza globale: e allora è un attimo che gli allarmismi e le notizie false inizino a diffondersi! Attualmente, 48 organizzazioni provenienti da 30 diversi paesi (Italia compresa) collaborano per smentire le fake news e le bufale che si stanno diffondendo online, relative all’epidemia: tra esse falsi metodi per evitare il contagio, messaggi Whatsapp o addirittura notizie come: BISOGNA STARE ALLA LARGA DA RISTORANTI E NEGOZI CINESI, NON TOCCARE PRODOTTI MADE IN CHINA ED EVITARE DI COMPRARE DA SITI COME WISH! E ancora: IL CORONAVIRUS È STATO CREATO DA UN ISTITUTO CHE PRODUCE VACCINI! EBBENE TUTTE BUFALE, RAGAZZI!!!
    Nonostante il premier Conte assicuri che il Governo se ne stia occupando, circola ancora molta disinformazione sull’infezione. Per fare chiarezza, è sicuramente necessario fare un passo indietro e informarci di che tipo di virus stiamo parlando ed in che senso questo è diverso o più pericoloso da quelli precedentemente conosciuti…

  3. 3

    giulia.mata

    -Coronavirus, gli esperti: “Niente allarmismi, è meno pericoloso di Sars e Mers”- si apre così un articolo de “la Repubblica” datato 29 Gennaio, con l’obiettivo di calmare gli animi di chi ha vissuto già la paura di un’epidemia letale.
    Il Coronavirus non è da sottovalutare ma neanche da temere come la prossima peste.
    Il numero di contagi del Coronavirus supera quelli delle precedenti epidemie, ma il tasso di mortalità è del 3% contro il 10% della Sars e il 30% della Mers.
    Si parla di decessi perlopiù di anziani o affetti da malattie croniche, è un’infezione poco più aggravante dell’influenza ma fortemente temuta per la mancanza di un vaccino sicuro ed efficace.
    È solo questione di tempo perché la situazione torni di nuovo sotto controllo, nel mentre è bene però seguire le procedure di prevenzione.

  4. 4

    Ilaria Caselli

    Secondo ciò che dicono i giornali la Cina sarebbe sempre più sola ad affrontare questo nuovo virus: le compagnie aeree tagliano i voli, le grandi catene come Starbucks o Ikea chiudono i loro negozi e i cittadini europei hanno già chiesto di essere rimpatriati; ma ovviamente è consentito prendere il volo solo a chi, in seguito ad un controllo medico, risulta non aver già contratto il virus. Una sessantina di connazionali è rientrata in Italia da pochi giorni ma ognuno di loro resterà in quarantena per due settimane, il tempo previsto per far sì che il corona virus si manifesti. Nel frattempo si è riscontrato il virus in due turisti cinesi, mentre stavano ancora alloggiando a Roma, ciò significa che anche il nostro paese è in stato di emergenza sanitaria. Le loro condizioni di salute sembrerebbero discrete ma restano sotto osservazione tutti coloro che nell’ultimo periodo sono entrati in contatto con la coppia. Gli aeroporti, le navi da crociera e i luoghi pubblici restano i posti a maggior rischio, per questo, non possiamo abbassare la guardia, bisogna mettere in atto ulteriori misure di sicurezza in modo da ridurre ed eliminare la diffusione del corona virus (2019-nCoV).

  5. 5

    Michela Moroder

    “Ero in poltrona e leggevo il giornale, mi sono resa conto che siamo indifesi di fronte a forze della natura che portano l’uomo alla morte in pochissimi giorni.”
    “L’unica cosa che mi consola è la preparazione scientifica anche se l’ansia rimane e la paura sta dilagando in tutto il mondo.”
    Questi sono alcuni dei commenti che negli ultimi giorni si leggono ovunque.
    Abbiamo tutti anche assistito ad episodi dove dei cinesi venivano aggrediti per esser venuti in Italia ad “infettarci”.
    Sull’onda della psicosi generale, genitori che non mandano più i propri figli a scuola per la presenza di una bimba di origine cinese; ho anche letto che le catene di negozi di Giorgio Armani hanno distribuito a tutti i dipendenti in azienda mascherine e Amuchina… c’è da domandarsi quanti clienti, affacciandosi in un loro negozio, immediatamente faranno retromarcia.
    Secondo me siamo di fronte più a un’ondata di psicosi che a una condizione di allarme rosso vero e motivato, insomma a un contesto dove alcuni gridano anche alla pandemia stile “Resident Evil”, creata in laboratorio dai perfidi scienziati cinesi (o da un “maliziosetto Presidente plenipotenziario”).
    Queste almeno sono le premesse e il contesto di quanto ho potuto vedere finora.
    In tal senso mi viene da pensare che viste le reazioni e la professionalità, ma anche la stessa “disciplina nazionale”, la Cina verrà utleriormente danneggiata economicamente dal Corona virus, ma la maggior parte dei cinesi, continuerà a lavorare e a portare avanti i propri compiti.
    Noi italiani, invece, finiremo ben presto per penalizzarci economicamente, con le nostre stesse mani, e ben più della Cina!
    Vista la nostra impreparazione a livello sanitario e la poca volontà nel risolvere le cose, concentrandoci piuttosto nel diffondere notizie, spesso false, solo per creare scompiglio e fare notizia… ecco che allora, forse, ci meritiamo il destino che ci siamo creati, non fosse altro che per imparare la lezione che in un mondo come il nostro, ciò che danneggia gli altri, in tempi veramente brevi, danneggia anche noi stessi!

  6. 6

    fabiana lamberti

    Ho trovato la lettura di questo articolo molto interessante poiché fornisce informazioni importanti: come ad esempio alcune misure di prevenzione da attuare per diminuire il rischio di contagio o il numero di persone infette dal virus. Inoltre sono d’accordo da quanto affermato dal Prof. Burioni poiché, anche se viviamo in una situazione di potenziale pericolo, è necessario mantenere la calma e soprattutto accertarsi di leggere informazioni veritiere sulla diffusione e trasmissione di questa malattia, in quanto purtroppo capita molto spesso di leggere fake news che contribuiscono ad allarmismi inutili e allo sviluppo di una forma di razzismo e discriminazione nei confronti di determinate popolazioni.

  7. 7

    Elena Sofia Boncelli

    4 febbraio 2020, dopo pranzo decido di prendere il giornale che mia nonna è solita comprare e come ogni giorno, ormai da qualche giorno a questa parte, leggo moltissimi articoli sul Cornavirus… Questo titolo mi è proprio saltato all’occhio:

    “Coronavirus Rovigo, bimbi cinesi lasciati fuori dalla scuola” dal “Resto del Carlino”

    Peccato però che i due fratellini cinesi non c’entrano nulla con Wuhan (luogo dove ha avuto inizio l’epidemia), anzi, provengono da una città che dista circa mille chilometri, come Rovigo e Parigi.

    Quello riportato è solo uno dei tanti episodi di razzismo avvenuti in ambito scolastico; infatti, ben quattro regioni d’Italia hanno chiesto l’isolamento per gli alunni di rientro dalla Cina. I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento hanno scritto una lettera al Ministero della Sanità, ma senza avere un buon riscontro. Infatti, l’attuale ministra dell’istruzione Lucia Azzolina sembra non voler soddisfare i loro desideri: “A scuola si va” è stata la risposta alla loro richiesta e invita le regioni del Nord a fidarsi delle autorità scolastiche e sanitarie.

    Il coronavirus sta prendendo sempre più il sopravvento, ma con esso si sta diffondendo a macchia d’olio anche un forte razzismo contro la popolazione cinese.

    “Je ne suis pas un virus”, non sono un virus è l’hashtag diffuso su Twitter, lanciato dai cittadini francesi di origine cinese. Sarebbe bene ripartire da questo appello, poiché non si possono giustificare avvenimenti di xenofobia e intolleranza, contagi questi davvero terrorizzanti!

  8. 8

    Annalisa Borgognoni

    Come al solito il governo cinese ha divulgato la comparsa di questo pericoloso virus solo molto tempo dopo che si era iniziato a diffondere nello stato cinese: infatti oggi 7/02/20 è morto il Dottor Li, oculista che lanciò per primo l’allarme, prima delle autorità (i suo messaggi sono stati censurati e il governo l’aveva redarguito). A fine dicembre i primi allarmi “ufficiali”, ma è solo con l’inizio del nuovo anno che si è cominciato a parlare di numerosi decessi soprattutto nella città di Wuhan, da dove il virus sembra essere partito. Non si sa se sia passato dall’animale all’uomo grazie al cibo ingerito o se sia nato in un laboratorio cinese di sperimentazioni. Fatto sta che ora passa da uomo a uomo ed è molto più difficile da contenere. Per trovare dei vaccini contro questa infezione virale, occorre per prima cosa isolare il virus, per poterlo studiare meglio. È proprio quello che hanno fatto due ricercatrici italiane, le uniche in Europa che ci sono riuscite. Grazie a questo, ci auguriamo di avere presto disponibili vaccini in grado di renderci immuni al coronavirus e magari si potrà anche trovare qualche medicina in grado di combatterlo. Finalmente anche noi italiani ci possiamo distinguere nel mondo per qualcosa di buono nel mondo della Scienza, e visto che ci si lamenta sempre della fuga dall’Italia di cervelli e di ricercatori scientifici: cerchiamo di valorizzare queste nostre risorse nazionali!

  9. 9

    Andrea Marini

    Ragazzi, questo virus mi sta facendo vivere una situazione estrema con mio padre che lavora in un campo di progettazione di tubi di petrolio e gas in Arabia Saudita: sarebbe dovuto tornare il 15 marzo ma con la cancellazione di tutti i voli per l’Italia è bloccato in Arabia Saudita! Alla fine può darsi che sia meglio rimanere bloccato in mezzo al nulla, in quanto è così impossibile prendere il virus: forse “il deserto lo protegge”…

  10. 10

    Michela Mengarelli

    “La percentuale di casi confermati al di fuori della Cina e della provincia di Hubei è molto bassa, e quasi tutti hanno un collegamento con la Cina. Dobbiamo basarci sulle evidenze scientifiche, sempre considerando che non esiste il rischio zero” ha dichiarato il 18 febbraio 2020 Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Sfortunatamente, però, con il passare del tempo questa affermazione non fu poi così corretta; infatti oggi questo virus si è diffuso rapidamente e il numero di paesi colpiti è triplicato, per questo l’OMS ha annunciato che il COVID-19 può essere definito una pandemia. Il virus non ha risparmiato neanche il nostro Paese che oggi conta 189.973 casi totali, di cui 25.549 decessi e 106.848 ancora sono attualmente i casi positivi.

    “Il problema è la pandemia ma anche la discriminazione” scrive il giornale “La Repubblica”. Concordo pienamente in quanto la paura del virus sta contribuendo alla discriminazione della popolazione cinese. Aggressioni, battute, insulti e persino l’emarginazione hanno fatto dei cinesi degli appestati. È importante dunque che l’informazione faccia la sua parte evidenziando fake news che nelle ultime settimane hanno contribuito non poco a generare il clima che stiamo vivendo.

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