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9 Comments

  1. 1

    Chiara Luconi

    A proposito di questo argomento, proprio nel mese di Maggio su Netflix è uscita la quarta stagione di Skam Italia che è incentrata sul personaggio di Sana Allagui, interpretata dall’attrice Beatrice Bruschi.
    Tratta della vita giornaliera di alcuni studenti di un liceo di Roma, ogni stagione è incentrata su personaggi diversi e racconta la loro storia e i loro punti di vista. Questa stagione in particolare si focalizza appunto su Sana, una ragazza italo-tunisina, musulmana praticante, che viene giudicata e si sente incompresa dalla società in cui vive e dai suoi stessi amici.
    In questa serie Sana è considerata “quella un pò strana”, perché magari non si ubriaca alle feste o non frequenta ragazzi: non vengono capiti i valori in cui crede e viene giudicata perché non si comporta come i suoi coetanei. Anche se è una ragazza molto brillante, schietta e espansiva che cerca di condurre una vita normale.
    Questa serie è stata capace di sfatare miti e suscitare grande curiosità: «Cos’è il Ramadan? Come funziona? Perché una donna decide di portare il velo? In quale modo la religione influisce sulla quotidianità?”.
    Questa serie tv ha sicuramente fatto riflettere tutte le persone che l’hanno vista e ha dato un messaggio educativo soprattutto agli adolescenti. Prima di giudicare una persona per la sua religione e per quello in cui crede, bisognerebbe prima informarsi e conoscere quella persona e cosa l’ha portata a fare determinate scelte.
    Proprio come la storia di Silvia Romano: tutti hanno subito pensato ad attaccarla e giudicarla senza conoscere le vere ragioni che l’hanno portata a convertirsi, quello che ha passato, di come ha trascorso questo anno e mezzo di prigionia, lontana dalla sua famiglia…

  2. 2

    Sara Kaouech

    Le persone si differenziano per opinioni, nazionalità, età, sessualità, etnia, classe sociale, religione, stile di vita e molto altro ancora, eppure alla fine siamo tutti esseri umani . Proviamo tutti dolore e gioia nonostante le differenze.
    Oggi giorno la società non comprende la vera importanza di vivere in un mondo con persone così diverse tra loro, c’è chi vede la diversità come un pericolo e come un qualcosa da disprezzare, quando in realtà è proprio la nostra originalità a renderci unici e a differenziarci dalle altre specie animali; dove tutti gli individui appartenenti alla stessa razza animale sono esattamente uguali, noi invece abbiamo la possibilità di essere noi stessi, di esprimere opinioni diverse e di scegliere in cosa credere, ma ancora… ci viene chiesto di cambiare e di “fare come gli altri” per essere accettati, perché chi fa di testa sua viene emarginato.

    La diversità dovrebbe renderci compassionevoli verso gli altri, se interagissimo e cercassimo di capire gli altri, non li giudicheremmo come primo (e spesso unico) gesto… Noi siamo quindi in grado di amarci e aiutarci a vicenda. La compassione ci consente di entrare in empatia con gli altri e di renderci conto che tutti gli esseri umani sono uguali. L’odio tra persone con differenze culturali, ci rende solo pieni di risentimento e pieni di fame, e spesso ci nega l’opportunità di vivere la vita al massimo, perché siamo troppo presi a dare pregiudizi su chi non è come noi.

  3. 3

    giuliagaldenzi

    E’ il rispetto dell’altro il punto centrale che è alla base di ogni forma di convivenza civile.
    Il Non rispetto delle idee altrui, la Non accettazione del diverso, il Non rispetto delle differenze, sono le forme di egoismo ed egocentrismo più in voga ai giorni nostri. Sono il motivo per il quale si respira tanto odio, per cui si urla il proprio punto di vista per azzittire la voce dell’altro.
    E tutti a seguire gli sproloqui di chi strumentalizza tutto ciò solo per i propri interessi. Personaggi di spicco che aizzano le folle per ottenere il potere seminando odio e intolleranza, facendo leva sulla disinformazione e sulla paura del diverso di chi li ascolta. C’é ignoranza, c’è egoismo e c’é falsità. E purtroppo a farne le spese sono le minoranze colpevoli solo di voler tenere fede alle proprie tradizioni anche in terra straniera.
    Se solo ci mettessimo in ascolto dell’altro, diventeremo tutti più ricchi perché la diversità, a mio avviso, e’ una qualità che ci rende unici.

  4. 4

    Chiara Antonucci

    Penso che la diversità sia una delle cose più belle che possano esistere in questo mondo. Come sarebbe se fossimo tutti uguali? Io ci penso spesso, e giungo sempre alla stessa conclusione: mi annoierei a morte a vedere, sentire sempre le stesse cose, gli stessi colori e le stesse culture. Essere diversi dovrebbe essere un privilegio non un difetto. Purtroppo però ancora oggi c’è tanta chiusura mentale, tanto egoismo che impedisce di vedere ciò che c’è di bello al di fuori delle nostre quattro mura di casa o del nostro paese. Questo è anche un po’ il motivo per cui ho scelto il liceo linguistico, perché voglio esplorare il mondo là fuori ed essere in grado di comunicare e capire la cultura di persone che vivono dall’altra parte del mondo e che fanno una vita totalmente diversa dalla mia. Solo così riusciremo a crescere e magari un giorno a raggiungere una solidarietà tra tutti gli uomini, quella che purtroppo oggi non esiste.

  5. 5

    Minyararoui

    Personalmente mi ritrovo molto nelle parole di Elena. Aggiungerei che io non cerco di guardare il comune nel diverso, ma il diverso nel comune. Molti miei coetanei, cioè, cercano di dare una risposta, alle volte utilizzando gli stereotipi; cercano di trovare un punto di confronto con le religioni diverse dalla propria per rimanere sempre nel “normale”, senza uscire dai principi che già si conoscono. Io, invece, sono dell’opinione che siamo tutti uguali, abbiamo gli stessi diritti ed è per questo motivo che nel “comune” cerco di trovare tutto ciò che è anomalo, tutto ciò che contraddistingue una persona da un’altra… In altri termini, io amo la diversità. Ciascuno di noi, infatti, contribuisce condividendo le proprie idee al fine di arricchire il mondo in cui viviamo.
    La realtà a volte risulta essere complicata e difficile da accettare e la via più semplice e sicura, per molti di noi, è adottare e utilizzare gli stereotipi. Ciò che appaiamo è molto diverso da ciò che realmente siamo: per criticare bisogna aver fatto esperienza, per sminuire altre religioni bisogna avere un motivo valido, per parlare bisogna sapere, ma se non c’è comunicazione e conoscenza, tutto ciò non è possibile.
    Siamo tutti uguali, siamo piccole sfumature diverse che legate tra loro formano un unico colore. Non chiedo perciò di accettare ciò che una persona dice, chiedo solo di ritrovare quella curiosità che ormai è andata persa. Siamo più curiosi e con una mente aperta perché con un pizzico di curiosità in più, conosceremmo e apprezzeremmo molto di più quelle piccole sfumature che fanno di una persona qualcosa di diverso, NON DI ESTRANEO E PAUROSO.

    1. 5.1

      Alice Cirilli

      Mi ritrovo molto nelle parole di Elena ma soprattutto in quelle di Minyar. Come lei anche io provo a cercare il diverso nel comune. Purtroppo la società di oggi non è abbastanza curiosa, non è interessata a scoprire qualcosa di nuovo al di fuori del proprio mondo, della propria “bolla”… Siamo tutti impegnati a criticare, giudicare e osservare i difetti e le diversità dell’altro non rendendoci conto che sono proprio quelle sfumature diverse a rendere bello, vario e meraviglioso questo mondo. Dovremmo imparare ad essere meno critici e più aperti al nuovo e al diverso: scusate, ma quanto sarebbe monotono e noioso un mondo con le stesse tradizioni e culture ovunque? Gira gira… Tutti uguali senza una propria identità. Dove sarebbe il bello di conoscere ogni giorno usi e costumi nuovi e affascinanti distanti dalla nostra cultura? Personalmente io amo scoprire e conoscere le varie culture e usanze del mondo, mi dà un senso di libertà sapere che ci sono così tante realtà differenti dalla mia.

  6. 6

    Helena

    Riprendendo la citazione di Camus, è incredibile come un concetto così ampio possa essere riassunto nelle sue parole. È proprio vero: la nostra mente è fatta per essere sempre sollecitata da nuovi stimoli e se ciò non avviene, finisce per chiudersi, lasciando fuori per sempre l’ignoto. Aggiungo che questa chiusura mentale è data nella maggior parte dei casi da ignoranza, nel senso che molte persone tendono a dare pareri e giudicare qualcosa che la maggior parte delle volte si conosce in minima parte. Prendendo come esempio la diversità culturale, quante volte si è parlato di discriminazione e razzismo perché le persone seguono gli stereotipi o la prima informazione che capita loro sotto gli occhi? Una soluzione sarebbe semplicemente dialogare, approfondire. La religione islamica si associa all’ISIS, al velo, ai matrimoni combinati, ma se si parlasse con una qualsiasi persona che segue questa cultura, si comprenderebbe che aldilà degli stereotipi, c’è molto altro! La dedizione, l’impegno, la fede: ogni cultura è degna di rispetto, così come le persone che la seguono. Tutta la conoscenza a cui rinunciamo per pigrizia, un giorno si potrà tramutare in odio e disprezzo.
    Perché funziona così: abbiamo paura di ciò che non conosciamo e questa paura in alcune persone si manifesta attraverso astio e ostilità. Purtroppo ancora oggi capitano continuamente episodi di razzismo e discriminazione, l’importante è riconoscerli e non restare indifferenti e lottare per ciò che riteniamo giusto.

  7. 7

    sofia.latini

    Purtroppo la maggior parte delle persone ha la strana abitudine di giudicare chi è diverso da sé, senza realmente conoscere la persona in questione. Senza sapere cosa l’ha portata a fare certe scelte, a vestirsi in un certo modo… La scrittrice africana Chimamanda fa un bellissimo discorso riguardo agli stereotipi, intitolato “the danger of a single story” (vi lascio il link se siete interessati: https://youtu.be/D9Ihs241zeg).
    Molte volte ci basiamo sugli stereotipi e sull’unica versione di una determinata storia, senza avere l’interesse di conoscere se quella sia l’effettiva, la sola verità sulla questione o se, invece, quella storia che abbiamo sentito, è solo una parte del reale. Chimamanda, per esempio, dice che agli occhi dell’Europa, l’Africa è un continente arretrato, dove le persone vivono in povertà senza cibo, acqua, istruzione e cure mediche. Gli europei hanno solo questa immagine, dovuta alla conoscenza di una singola storia e alla mancanza di informazione.
    Anche il filosofo Adorno dice che non dobbiamo mai dare nulla per scontato, dobbiamo pensare dialetticamente, anzi cercare le contraddizioni, chiedersi sempre: “è veramente così?”. C’è sempre qualcun altro che la vede diversamente da noi e dobbiamo conoscere anche la sua visione. Solo informandosi e instaurando un dialogo con le altre persone, si riesce a scoprire la verità e avere un’ampia visione di un determinato fatto. Solo così, in questo momento ci si può fare un’idea ed esprimerla, ma anche in questo caso si dovrebbe evitare di giudicare.

  8. 8

    Ginevra Li Volsi

    E’ strano parlare di “giornata internazionale della diversità” in un mondo come il nostro, non credete? Parliamo di uguaglianza, fratellanza e libertà quando non sappiamo nemmeno il significato di queste tre parole. Parliamo di volere conoscere l’altro quando in realtà lo allontaniamo. Parliamo di rispetto, quando pregiudizi e stereotipi fanno parte del nostro quotidiano. Basti pensare che quattro giorni dopo la Giornata internazionale della diversità un uomo afroamericano in America è stato ucciso dalle forze dell’ordine solamente per aver pagato con banconote false. Di gente ne muore ogni giorno nel mondo, ma quest’atto sembra aver risvegliato in noi quell’umanità che avevamo perso… Tutto il mondo ha iniziato a protestare contro il razzismo, dall’America fino alla Spagna, dalla Francia in Italia e così via. Ci sarà una nuova rivoluzione? Se Martin Luther King fosse ancora vivo, gli avrei senza dubbio detto che purtroppo il suo sogno non si è ancora avverato… Ma chissà, forse adesso è arrivato il momento!

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