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4 Comments

  1. 1

    Sofia Micucci

    Non conoscevo questa bellissima storia che sembra una favola tanto è surreale perché accaduta in mezzo ad una guerra totale. Quanto sarebbe bello se ogni soldato del mondo seppellisse il suo fucile, l’odio e la paura che gli consente di usarlo, si ribellasse a questo sopruso imposto con un abbraccio, una partita di calcio, un semplice gesto umano di incontro verso l’altro. Sarebbe davvero un atto rivoluzionario e spiazzante!

  2. 2

    giorgiaquargnal

    Fino a qualche ora fa non avevo la minima idea di che cosa fosse la Tregua di Natale, poi andando avanti con un progetto di alternanza scuola-lavoro, in una risorsa interattiva che proponeva il sito, mi sono ritrovata a leggere di questo fatto storico che, a mio parere, infonde un po’ di speranza in un periodo in cui, non dobbiamo permettere che termini anche quella! È bello vedere, come in situazioni disastrose e terribili come quelle di una guerra mondiale, si siano svolte spontaneamente iniziative di questo genere, soprattutto partendo dal basso, dai poveri soldati di trincea: questi sono ricordi che scaldano il cuore. E ritornando a quello che avevo letto sulla piattaforma dell’alternanza, mi sembra di ricordare che questo post fosse collegato sul concetto della fiducia, perché non sarà stato certo facile essere il primo a uscire disarmato da una trincea in piena campagna bellica. Infatti il modulo sulla piattaforma si intitolava “L’evoluzione della fiducia” e si basava per l’appunto sul FIDARSI del prossimo. Credo che la fiducia, anche se nella piattaforma è stata posta alla base di un semplice e divertente gioco e in relazione all’ambiente bancario, è sicuramente la parola chiave di questa Tregua del 1914, ma in realtà potrebbe anche essere il fulcro del periodo che stiamo vivendo, perché dobbiamo avere fiducia nella scienza, nella medicina, nel prossimo e soprattutto in noi stessi. Se siamo fiduciosi del fatto che tutti rispetteremo le regole, allora potremmo dire di vedere la luce in fondo al buio tunnel del Coronavirus!-)

  3. 3

    claudia fede

    L’idea di non passare un Natale in famiglia o con i nostri cari non piace sicuramente a nessuno. Quello che viene raccontato nell’articolo ci fa comprendere ancora una volta che la storia si può ripetere, anche se certamente la tregua di Natale durante la Prima Guerra Mondiale è una realtà per certi aspetti diversa da quella di oggi giorno. Ciò che maggiormente colpisce di questo episodio è il concetto di fratellanza che ne emerge. Bruce Bairnsfather, uno dei tanti testimoni degli avvenimenti, scrisse: “Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo… Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed, essendo io un po’ collezionista, gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa]… Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio…” Mentre in un altro racconto è stato affermato: “Si vede che i sentimenti umani sopravvivono persino in questi tempi di uccisioni e morte”. (https://www.corriere.it)
    Ed è proprio vero questo, che forse è anche l’unico aspetto positivo che abbiamo colto dall’arrivo della pandemia: è che essa, a modo suo, ci ha fatto capire quanto ogni singola cosa abbia un valore. Spesso negli ultimi mesi abbiamo sentito storie di solidarietà e comunità, come ad esempio le consegne a domicilio della spesa a chi necessita aiuto.
    C’è però una certa amarezza in questa tregua di Natale del 1914 perché, come viene scritto nell’articolo, dal 26 i soldati tornarono sotto ordini superiori alle vecchie abitudini marziali e ripresero ad ammazzarsi e spararsi. Purtroppo anche l’odio è un sentimento molto forte, ma comunque questo avvenimento storico fa capire come un Natale “diverso” non significhi che abbia meno valore.

  4. 4

    Gabriele Sicoli

    Avevo già sentito parlare di questa piccola vicenda di guerra che mi ha sempre fatto pensare a quanto le persone possano essere buone nel profondo e cordiali tra di loro. Questo incredibile giorno di festività religiosa è riuscito a riunire nella terra di nessuno due nazioni che, fino a qualche ora prima, erano intenzionate ad uccidere per non essere uccise. Ora stavano festeggiando insieme una festa che li riportava allo spirito che avrebbero provato nelle proprie case, al sicuro. Inoltre è sbalorditivo che dopo due giorni passati a festeggiare insieme, siano tornati poi a combattersi come nulla fosse stato tra loro. Ahimé però erano costretti! O sarebbero stati passati alla baionetta per ordine dei loro superiori, direttamente lì, con processo sommario, nella propria trincea, dai loro stessi commilitoni!

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