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8 Comments

  1. 1

    Gabriele Sicoli

    Questo articolo mi è piaciuto molto perché ha portato alla luce un evento molto interessante: cioè di come le persone, che non volevano rimanere sotto una dittatura, si ingegnassero per aiutare gli alleati a portare la libertà nei propri paesi, occupati dalla tirannia. E’ molto interessante come la radio fosse uno strumento fondamentale per comunicare non solo notizie o per trasmettere pezzi musicali, ma anche lo strumento principale dello spionaggio e un metodo per portare gli alleati alla vittoria. Sono del parere che uomini e donne che riescono ad ingegnarsi in ogni modo, anche nelle situazioni più scomode e difficili, per il bene del proprio paese, sono da premiare per il loro coraggio.

  2. 2

    NicoSturani

    Questo articolo mi piace molto perché fa luce su un evento storico molto interessante: come le persone, che non vogliono essere governate dalla dittatura, cercano di aiutare i loro alleati stranieri a portare la Libertà nei Paesi, occupato dalla tirannia. La cosa interessante è che le stazioni radio non sono solo lo strumento di base per diffondere notizie o opere musicali, ma anche lo strumento principale per lo spionaggio e il modo per condurre gli alleati alla Vittoria durante la Seconda Guerra Mondiale. Credo che anche nelle situazioni più scomode e difficili, uomini e donne, che fanno di tutto per il bene del proprio Paese, debbano essere premiati per il loro coraggio.

  3. 3

    Rossi Ilea

    Secondo me, questo articolo è stato molto interessante e coinvolgente, poiché, raccontando un evento storico, purtroppo molto tragico e atroce, si fa luce alla nascita e ai primi utilizzi della radio. Naturalmente, ormai, tutti noi conosciamo la radio come oggetto per ascoltare la musica e le notizie di tutti i giorni, ma pochi conoscono appunto l’importanza che ha avuto questo oggetto durante la Seconda Guerra Mondiale. In più, leggendo questo articolo, si possono imparare e conoscere i numerosi pericoli e la grande forza e tenacia che la Resistenza ha avuto, per poi riuscire nel proprio intento e vincere la guerra. “Onde di speranza, voci di libertà” è scritto molto bene, con un linguaggio semplice ma coinvolgente, e anche il titolo ha subito attirato la mia attenzione.

  4. 4

    laura.schiaroli@savoiabenincasa.it

    Mi sono volontariamente cimentata nella lettura di questo articolo che ho trovato molto interessante perché mi ha permesso di approfondire l’evoluzione e i differenti usi che la radio ha avuto in passato e che forse oggi non tutti conoscono.
    Siamo abituati ad utilizzare la radio come un passatempo, soprattutto per coloro che viaggiano spesso in macchina a causa del loro lavoro e che cercano un po’ di compagnia in qualche programma radiofonico: è veramente curioso sapere che durante i periodi della seconda guerra mondiale la radio aveva un uso del tutto differente!
    In un periodo in cui la libertà umana cessava di esistere, in un periodo in cui predominava la paura, sono affascinata dalla tenacia e dall’astuzia di tutti coloro che nonostante la paura di essere scoperti, hanno continuato a lottare, ma a lottare non con il loro corpo, bensì con le loro menti, con l’inganno e l’ingegno, con lo scopo di porre fine ad uno dei periodi -a mio parere- più brutti della storia umana.

    1. 4.1

      Eva Mordenti

      NDR: a questo articolo, seguirà una seconda parte, nel filo della cronologia in cui ai lettori come Laura, incuriositi della multifunzionalità di questo mezzo mediatico, saranno illustrati i suoi sviluppi negli anni’60 in Inghilterra con le radio pirata, fino ai ’70 italiani con la diffusione delle radio libere: BUONA LETTURA!
      https://www.savoiabenincasa.gov.it/magazine/2021/02/onde-di-speranza-voci-di-liberta-ii-parte/

  5. 5

    mattia.marcelliflori@savoiabenincasa.it

    Questo articolo mi è piaciuto abbastanza perché fa capire come un oggetto come la radio, che all’apparenza non sembra un’arma, possa cambiare d’utilizzo in un batter d’occhio. Io personalmente utilizzo spesso la radio, prevalentemente quando faccio viaggi e non avrei mai pensato, prima di leggere questo articolo, che potesse essere stato un oggetto così utile in ambito militare!

  6. 6

    sofia.moretti

    Prima di leggere questo articolo, che dal punto di vista di contenuti mi è sembrato molto diverso dal comune, ho deciso di leggere la seconda parte, che mi ha incuriosito e permesso di cimentarmi nell’epoca descritta, così diversa e piena di oscurità, persino nelle strade…
    Nell’articolo vieni citata infatti la Resistenza, questa oltre che un gruppo ribelle ai nazisti, credo sia una parola e cosa significa?
    Bhe, innanzitutto nasconde quello che nessuno vorrebbe mai che gli venga tolta, la libertà, un po’ quello che stiamo passando noi, tanto per fare un confronto tra le due epoche! Resistenza corrisponde opporsi ad una forza, cioè significa essere in grado si sopravvivere, in questo caso, alle atrocità della guerra che portano via con sé tante cose, persone, territori, oggetti e tutto ciò che è la vita in generale.
    Questo articolo in sé per sé, anche se con poche prole, ci permette di entrare nel mondo, nel loro mondo, di quelle persone che per salvarsi facevano cose illegali e rischiavano di morire, il motivo? La salvezza, la famiglia, la libertà.
    Questo tema anche se difficile, credo sia giusto pubblicarlo e far sì che gli studenti dicano la loro, un po’ per sensibilizzare gli altri e un po’ per capire anche un lato della vita meno palese, ciò collegarsi mentalmente al Covid e al periodo particolare che stiamo vivendo. Ognuno con le proprie cause e conseguenze, ma sono due gli scopi: la libertà e la resistenza!

    1. 6.1

      Eva Mordenti

      [NDR: e non dimentichiamo il mezzo di salvezza potentissimo, lontano dagli schermi che ci sfiniscono la vista, e “comune” a entrambi i periodi difficili: la radio;-]

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