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8 Comments

  1. 1

    Michela Carotti

    Consiglio questo film ad un pubblico di ogni età, perché non solo la storia è molto interessante, ma, pur essendo a primo impatto “per bambini”, tratta degli argomenti importantissimi da approfondire, come il famosissimo tema del rapporto tra mamma e figlia. “Coraline” è un film pieno di colpi di scena, anche i personaggi che sembrano inizialmente secondari, rivestiranno invece un ruolo che… Vi stupirà (ma niente spoiler!-)
    La musica del film riesce benissimo a far capire la situazione che accompagna: riesce a farti rabbrividire come a farti sentire tranquilla, anche se di tranquillo in questo film c’è ben poco!

  2. 2

    aurora lucarelli

    Personalmente questo film ha segnato la mia infanzia, perché essedo più piccola mi faceva un po’ paura: però adesso ne capisco il vero significato, e cioè che i nostri genitori ci vorranno bene in modo incondizionato e in qualsiasi situazione e che, anche se diciamo di volerne altri, in realtà nel profondo non è così! Consiglio molto questo film perché è curato nei minimi dettagli ed è fatto molto bene, ha degli aspetti horror molto interessanti, lo sconsiglio a chi odia i creepy.

  3. 3

    davidibrahimi

    Coraline a primo avviso può sembrare un film per bambini, ma in realtà è adatto a tutti. In questo film ci sono anche scene che ricordano l’horror e tratta temi molto importanti come il rapporto genitore-figli: nel caso di Coraline, i suoi genitori non le danno le attenzioni che lei desidera, ma nonostante tutto le vogliono bene, anche senza dimostrarlo.
    Penso che Coraline abbia più che meritato l’Oscar: la tecnica dello stop-motion ha reso il film molto fluido e geniale, e poi trovare un film d’animazione che riesca a trattare argomenti come quello del rapporto genitore-figlio, citato prima, rendendolo leggero, e riesca a renderlo adatto per tutti è difficile da trovare

  4. 4

    martinaorazi123

    Coraline e la porta magica è una favola dai tratti oscuri adatta a qualsiasi età : infatti lo consiglio non tanto ad un pubblico bambino ma soprattutto ad un pubblico adulto; di fatti il film oltre ad essere horror ed a tratti con molta suspense, tratta anche un tema davvero reale, ovvero il rapporto genitori e figli che per alcuni ragazzi può essere proprio come quello di Coraline, complicato e insidioso, ostacolato dai tantissimi impegni dei genitori… Inoltre trovo che l’idea del regista di Coraline di usare la tecnica del stop-motion sia davvero fantastica.

  5. 5

    chiara.baldinelli

    Con questo film sono tornata per un attimo alla mia infanzia, perchè è stato uno tra i tanti film che mi è piaciuto di più sia per la sceneggiatura, sia per i vari personaggi, che per il bellissimo significato che trasmette questo film.
    Lo consiglio ad un pubblico di ogni età, perché veramente non stanca mai! Ci sono scene sia horror che scene in cui si riflette sul significato della famiglia. Questo film è molto intrigante sia per le varie musiche in sottofondo che per i vari ambienti che vengono mostrati nel film.
    Per chi non ha avuto l’occasione di vederlo lo consiglio veramente, ne vale la pena!

  6. 6

    elena patti

    L’atmosfera tetra, cupa e intrigante che trasmette il film Coraline mi piace molto, credo che in questo campo sia uno dei film migliori. Come dice l’autore dell’articolo, anche a me questo film ricordava le storie di Leone, il cane fifone, anche se da piccola questo cartone non mi piaceva particolarmente. Mi sono ritrovata molto nel tema genitori-figli invece di cui tratta, in parte, Coraline: capisco a pieno il desiderio della bambina di scappare in un mondo “migliore” del suo. Consiglio a tutti di vedere questo film e di avventurarsi nel magico mondo di Coraline.

  7. 7

    sofia.moretti

    Guardando questo film all’inizio mi è sembrato noioso, ma pian piano ho scoperto il messaggio che l’autore voleva farci arrivare tramite piccoli dettagli e battutine simpatiche. Personalmente l’ho trovato originale, astuto e simpatico, nonostante affronti un tema importante come quello della famiglia, dei genitori; all’inizio può sembrare banale, ma vedendolo con occhi diversi e non quelli che giudicano subito, ho notato che è molto bello e mi ha permesso di riflettere e, se oggi magari vedo questo “mio piccolo mondo” con occhi diversi, credo sia solo grazie a lui!
    Prima di vederlo in classe lo avevo già visto, ma non mi entusiasmava più di tanto, forse perché ero una bambina e certe cose non le capivo. Da grande, poi ancora grande non sono (ma insomma è l’approccio che con le scuole superiori è diventato più grande e impegnativo, richiestomi), l’ho visto e mi sono concentrata su cose che una bambina di sette anni non baderebbe o su cui non si soffermerebbe.
    Consiglio questo film sia ai bambini, che ai ragazzi della mia età e persino ai genitori! Riflettere e ragionare su queste cose non costa nulla nemmeno ai più grandi;-)

  8. 8

    davide.micucci

    Che tuffo nel passato! “Coraline” mi aveva davvero terrificato, soprattutto gli occhi-bottone che poi ritrovavo nelle bambole di mia sorella Sofia, bamboline che lei costruiva personalmente e avevano delle teste gigantesche su corpi minuscoli, con enormi occhi a bottone che mi terrorizzavano durante la notte!-/ E Jack Skeletron? Lo spaventapasseri dalla testa di zucca e il farfallino a forma di pipistrello è stato un tormentone nella mia infanzia, lui e la bambola di pezza Sally, imprigionata dall’orrido vecchietto e il Baubau e babbo Nachele. Sul genere di “Nightmare before Christmas” ricordo anche “La sposa cadavere”, dove il mondo dei morti si interseca con quello dei vivi, rendendo credibile una commistione tra le due sfere: realtà e mondo dell’Aldilà. Un altro film angosciante, forse il più angosciante di tutti è stato per me “La bottega dei suicidi” scritto e diretto da Patrice Leconte. Tale animazione narra come il carovita e la crisi ha portato la popolazione di una ridente città ad un elevatissimo tasso di suicidi: la città è grigia e i suoi cittadini hanno lo stesso colore ed occhi disperati. In questa città sull’orlo del collasso, solo una famiglia prospera, una famiglia con un fiorente e macabro commercio. Nella bottega dei suicidi si vende tutto l’occorrente per suicidarsi. Gli affari della famiglia vanno alla grande fino a quando Lucrèce Touvache dà alla luce il suo terzogenito, Alan. Alan, già da neonato, non può far a meno di sorridere e, una volta cresciuto, mantiene questa felicità quotidiana, diversamente dalla sorella e dal fratello, che hanno sempre il broncio. E da lui e dal suo sorriso contagioso la città rinascerà pian piano… Questi sono i ricordi horror di me bambino; poi crescendo ho rivisto questi film con piacere, sorridendo a ripensare quanto mi avessero terrorizzato e trovando, invece, in quelle storie significati più profondi, difficili da cogliere da parte dei più piccoli.

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