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9 Comments

  1. 1

    Michela Carotti

    Scrivendo in parte questo articolo, ho toccato con mano quanta “storia nascosta” c’è dietro a quella che sembra una semplice fiaba per bambini. E’ proprio le storie che sembrano “più tranquille”, hanno la maggior parte delle volte un’origine crudele o un fine differente, quasi horror! Durante le mie ricerche e il mio studio in classe, ne ho scoperte delle belle: ad esempio, lo sapevate che “la Cenerentola” della storia originale di Basile (la Gatta Cenerentola) uccide la sua matrigna rompendole il collo? O che su “Biancaneve” la regina cerca di ucciderla ben tre volte? Sì, è proprio così: prima con un corsetto troppo stretto che le provoca uno svenimento, poi con un pettine avvelenato e poi finalmente con quello che vediamo nel film della Disney, ovvero con la famosissima mela avvelenata. Comunque oltre a queste ci sono molte altre fiabe con un lato oscuro, a noi sconosciuto, pronto per essere scoperto! Buon divertimento o forse dovrei dire… Buona paura!-)

    1. 1.1

      Eva Mordenti

      A Michela e a tutti gli appassionati “ricercatori della Verità dietro edulcorate apparenze”, la Redazione segnala un altro articolo, scritto sul medesimo tema, ma che affronta altre fiabe, sfatandone i luoghi comuni più “stucchevoli e disneyani” al seguente link: https://www.savoiabenincasa.gov.it/magazine/2019/06/linsostenibile-leggerezza-delle-fiabe/
      Buona lettura!-)

  2. 2

    sara nabti

    Ho trovato molto interessante questo articolo, io personalmente non sapevo di quali retroscena si nascondevano dietro una semplice fiaba. La maggior parte delle volte la storia cambia completamente da quella che ci veniva raccontata da bambini, e con risvolti terrificanti!.. Navigando un pò su internet ho scoperto molti terribili finali: ad esempio nella fiaba di Cenerentola, sentite cosa capita alle sorellastre durante la prova della scarpetta: una si taglia l’alluce e l’altra il tallone; oppure nella fiaba di Raperonzolo quando la matrigna scopre la relazione che Raperonzolo aveva con il principe, lo spinge in un cespuglio di rovi, accecandolo. Leggendo alcuni finali sono rimasta scioccata, perché da bambina ho sempre pensato che tutte le storie Disney avessero un lieto fine, ma non è così.

  3. 3

    edoardo

    Questo articolo, come il precedente sempre sulle fiabe, è molto interessante e intrigante perché fa capire che dietro ad ogni fiaba, che può sembrare all’apparenza innocente, si trova un fondo di estraniamento e inquietudine. Effettivamente finché non vai ad approfondire o a porti domande su argomenti così particolari, non riuscirai mai ad avrne un’idea precisa. In conclusione posso dire che anche questo articolo mi ha scioccato, non solo tramite le parole presenti nel testo, ma in questo caso anche per le illustrazioni scelte.

  4. 4

    sofia.moretti

    Mentre leggevo questo articolo mi sono venuti in mente molti momenti di una Sofia bambina, sdraiata sul letto che chiedeva in maniera esasperante che gli venisse letta una fiaba, quella fiaba che faceva sognare i bambini. Li portava in mondi dove le loro piccole idee e sogni si avverassero e prendessero vita… Una volta che però sentiva la frase “vissero tutti felici e contenti”, è lì che i racconti prendono altre vie e io bambina… Mi vedo sognare, finalmente a occhi chiusi!
    Penso che “prendere spunto dal bacino comune delle storie folkloristiche”, per poi creare qualcosa che faccia sorridere e lasciare un momento di spensieratezza non sia sbagliato: molti di noi oggi senza quei racconti, magari, non avremmo scoperto la passione per la scrittura e per creare qualcosa di unico. Ma a me non dispiace neanche il semplice “riciclare”, perché è un po’ quello che è successo con queste fiabe “riarrangiate”. Di tutto ciò non possiamo dare la colpa alla Disney, anzi forse dobbiamo ringraziarla, perché ha reso dei grandi classici ancora più nuovi e molto attuali, perché non sempre copiare o prendere spunto porta a risultati tutti uguali, come i manichini dentro i negozi. Ognuno di noi anche se cambia una semplice frase di un qualcosa o come ha fatto la Disney ha riarrangiato un fiaba dell’’800, l’ha resa unica e vicina a quei bimbi che sognano ora, grazie a queste. La fiaba è un qualcosa di speciale, prezioso e maestoso: e anche se è molto piccola, noi sappiamo che dietro alle piccole cose magari si nasconde un qualcosa di grande

  5. 5

    Iana Bors

    Trovo questo articolo molto bello ed interessante e come vi si può leggere non sempre nelle fiabe c’è un lieto fine.
    Non avrei mai pensato che dietro a storie per bambini ci potessero essere delle vicende, con finali deciamente diversi da quelli della Disney!
    Grazie alla nostra professoressa, abbiamo iniziato a scoprire cosa c’è dietro alle semplici storielle che servono per far addormentare i più piccoli e che in questo momento di pandemia possono aiutare a far continuare a sognare e a divertirsi come bambini…
    La questione dei retroscena e delle interpretazioni psicoanalitiche mi ha incuriosito molto e ho finalmente capito che avevo ragione fin dall’inizio: non bisogna cioè fermarsi alla prima apparenza ma andare fino in fondo per capire bene quello che si sta leggendo o che si sta vivendo in prima persona.
    Un retroscena che mi ha colpito molto è quello di Cappuccetto Rosso che nella fiaba della versione diffusa doveva solo portare le medicine alla nonna che stava male e attraversando il bosco ha incontrato un lupo che successivamente si mangia lei e la nonna; poi ho scoperto che il lupo dopo essersi mangiato la nonna, “ha molestato la piccola Cappuccetto Rosso” (chiamata così per la sua mantellina che indossava sempre e il cui colore simboleggiava il diventare donna): questo vuole far capire ai bambini di non fidarsi degli sconosciuti che spesso possono voler far loro del male.
    Per concludere vorrei dire che forse sarebbe meglio conoscere i finali delle fiabe che a volte possono sembrare spaventosi, per far sì che i bambini, crescendo, vengano a conoscenza pian piano, del mondo che c’è al di fuori di una storiella.

  6. 6

    Dana

    Scrivendo questo articolo e leggendo le fiabe “originali” meglio ho capito che riflettono la realtà più di quanto pensiamo. Il ruolo dei personaggi è il fondamento della nostra crescita e segna la nostra infanzia senza la nostra consapevolezza. Personalmente penso che lo stile delle fiabe non sia rivolto solo ai bambini, ma anche dedicato agli adulti, e che sia solo stato “sottovalutato” come genere letterario.

  7. 7

    sofia pasquini

    Trovo questo articolo molto interessante, per chi come me ama le fiabe.
    Le fiabe sono racconti per bambini piccoli e pertanto cercano sempre di trasmettere felicità e amore.
    Dopo aver letto questo articolo, ho subito pensato a quante fiabe possono essere nate magari con un altro significato, più nascosto. Per esempio Biancaneve e i sette nani, nasce da una somma di leggende provenienti da diversi paesi d’Europa. Nella storia originale Biancaneve ha 7 anni e la madre, non la matrigna, vuole ucciderla per mangiarle alcuni organi… Bleah! Sempre Biancaneve viene avvelenata e finisce in una bara di cristallo, dove un principe si innamora del suo cadavere e i servi, stanchi della situazione, la svegliano trascinandola. Insomma la vera storia che si nasconde dietro Biancaneve è davvero sconvolgente.
    Questo sito vi svelerà la vera storia che si nasconde dietro Biancaneve: https://libri.robadadonne.it/la-vera-e-terribile-storia-di-biancaneve-e-i-sette-nani-chi-sono-nella-realta/

  8. 8

    davidibrahimi

    Questo articolo è molto interessante e, anche se non sono un grande fan delle fiabe, l’argomento mi ha incuriosito dopo le lezioni in classe e queste letture, perché si capisce che dietro alle fiabe, anche le più famose, cioè quelle che hanno fatto parte dell’infanzia di milioni di persone, si nasconde un lato oscuro: cioè non sempre la realtà è quello che si vuol sentire raccontare. Le rivisitazioni di alcuni personaggi e fatti servono per far credere alle persone, ma soprattutto ai bambini, che alla fine va a finire tutto bene, però è solo una versione distorta della realtà, perché non sempre è così e questo può condizionare le coscienze.
    Comunque credo che alla fine tutti prima o poi si rendano conto che non sempre tutto va a finire bene!

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